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Arcevia, 66° anniversario dell'Eccidio di Monte S. Angelo. PDF Stampa E-mail
Scritto da Sindaco Bomprezzi   

66ºANNIVERSARIO dell’ECCIDIO di MONTE S. ANGELO e della LIBERAZIONE (intervento del Sindaco Bomprezzi)

Anniversario eccidio monte S. Angelo
Anniversario
eccidio
monte S. Angelo

Voglio porgere un saluto caloroso a tutti i presenti, autorità militari, civili e religiose e a tutte le persone che sono qui oggi a commemorare l'Eccidio del Monte S. Angelo, 66 anni dopo...

un saluto a tutti coloro che ancora oggi credono nella Costituzione, nei valori della Resistenza e della lotta di Liberazione...

un saluto a tutti i partigiani ancora in vita, a tutti i testimoni della guerra, a tutti gli antifascisti, a tutti i costruttori di pace, a tutti coloro che lottano contro l'indifferenza di questi tempi

un saluto a tutti gli uomini e le donne che portano avanti con coraggio e passione il loro impegno politico sociale lavorativo senza rinnegare le proprie idee e i valori fondanti la nostra democrazia

un saluto a tutti coloro che ancora si indignano, che non sopportano passivamente soprusi e bassezze, che contrastano il qualunquismo e la demagogia imperante

un saluto a tutti coloro che non si rassegnano al degrado culturale del nostro Paese

un saluto a tutti coloro che difendono i più deboli, che combattono i razzismi con le armi della solidarietà, dell'integrazione e del volontariato

un saluto a tutti gli amministratori locali che resistono in questi tempi bui e che difendono con le unghie e con i denti le loro comunità

un saluto a tutti i bambini, ragazzi, giovani che vogliono conoscere la storia del nostro paese e non hanno paura del loro futuro....

insomma, porgo un saluto caloroso ed affettuoso a tutti i Resistenti, a tutti gli amanti della libertà, a tutti i custodi dei valori della nostra Repubblica.

Quest'anno è iniziato un percorso lungo e complesso che servirà a rinnovare e rilanciare la Commemorazione del 4 maggio, che deve diventare oggi più di ieri un appuntamento fondamentale nella Regione Marche.

Vogliamo coinvolgere le nuove generazioni in questo progetto che nell'arco dei 5 anni dovrà portare ad un nuovo modo di vivere e rievocare i tragici eventi del monte s. Angelo, emblema dei tanti martiri che hanno sacrificato la loro vita per le generazioni a seguire.

Abbiamo iniziato il cammino costruendo nuovi rapporti e legami con quelle istituzioni che lavorano per ricordare e valorizzare momenti fondamentali della storia italiana, dando un respiro nazionale all'evento, coinvolgendo città e istituti prestigiosi. Abbiamo aderito con entusiasmo all'Istituto Cervi di Reggio Emilia, che subito ha collaborato con noi presentando ieri sera la riedizione del volume del '55 sui sette fratelli Cervi e partecipando oggi con la sua presidente Rossella Cantoni, oratrice ufficiale, che qui ringrazio vivamente.

Inoltre sono molto lieto del messaggio che ci ha inviato il sindaco del comune di Marzabotto, uno dei luoghi simbolo della Resistenza, con cui abbiamo iniziato una spero duratura collaborazione.

Siamo inoltre tornati con forza nelle scuole, fucina del futuro, e quindi ringrazio i docenti e la dirigente scolastica che si sono impegnati a fondo in alcuni progetti sulla Resistenza: 1. un laboratorio teatrale finanziato dall'amministrazione comunale e dalla comunità montana, che ha prodotto una rappresentazione scenica commovente sull'eccidio di Montefortino, uno degli eventi più inquietanti e terribili accaduti in Arcevia, quando 11 giovani partigiani, il 4 maggio del '44, vennero torturati e uccisi dai nazifascisti 2.è stato riedito, grazie al lavoro del CAD, un dvd del 1994, che narra con le parole di bambini delle elementari, la storia della resistenza in Arcevia 3. il nuovo consiglio comunale dei ragazzi ha lavorato molto in questi giorni sulla Resistenza e partecipa con entusiasmo oggi, come domenica prossima sarà presente alla marcia della pace Perugia-Assisi, come del resto l'amministrazione comunale.

Anche il mito che si è creato intorno all'eccidio del 4 maggio, emblema della lotta di liberazione nelle Marche, va riletto in chiave nuova e ha bisogno di nuove e approfondite ricerche. Il mito è fondamentale per l'uomo, rende eterni dei fatti storici...ma la patina del tempo lo scolora, allontana da noi i volti, la carne, le passioni, il contesto di chi è stato trucidato in una guerra orribile... più passa il tempo e più questi martiri li conosciamo meno, sono dei nomi incisi nelle lapidi e poco più.

C'è ancora molto da fare per recuperare alla memoria la storia degli eventi della Resistenza in Arcevia, e non dobbiamo aver paura di farlo, prima di tutto per rendere un vero omaggio a queste persone e alle loro famiglie e a tutta la comunità. Ben vengano ricerche nei nostri archivi di giovani studiosi, che noi insieme all'Anpi promuoveremo in tutte le sedi opportune.

Il mito si alimenta ricreandolo rivitalizzandolo giornalmente non lasciandolo solo...perché se no muore, perde d'intensità, si svuota di senso e allora arrivano i revisionisti, gli ignoranti o i furbi che gettano fango, che distruggono ciò che è stato, che rivisitano la storia a loro piacimento...non dobbiamo subire passivamente ma agire attivamente non solo per difendere ma per rilanciare con nuove idee immagini parole e stili il mito sacrosanto della Resistenza.

La Resistenza ha bisogno oggi di questo....che entri la vita la passione le emozioni tra le nude lapidi spaccate e circondate d'erba...

E allora faccio un appello per il Monumento del monte s. Angelo, che ha bisogno urgente di un restauro conservativo e di una valorizzazione semplice ma necessaria...mi appello alle Istituzioni oggi presenti, perché si impegnino insieme a noi a rinnovare l'identità di questo sacrario, per farlo diventare non solo un luogo di ricordo ma anche un luogo della storia, un luogo didattico, comprensibile anche alle nuove generazioni, un luogo vivo. Noi delle idee le abbiamo, le confronteremo e presenteremo un progetto in tal senso.

In ultimo voglio sottolineare con forza quanto sia importante oggi recuperare quel rapporto stretto che c'è tra Risorgimento/Unità d'Italia e Resistenza/Repubblica/Costituzione, ad un anno dal 150esimo anniversario dell'Unità d'Italia...per troppo tempo gli italiani hanno misconosciuto il Risorgimento e hanno lasciato i valori della Patria e la difesa dei suoi simboli ad alcune frange politicizzate. Purtroppo lo hanno fatto anche alcuni che difendevano i valori della Resistenza e dell'Antifascismo...oggi, grazie anche ad alcuni presidenti della Repubblica (Scalfaro, Ciampi, Napolitano), ci sentiamo più italiani e quindi siamo più sensibili ai simboli e alle istituzioni che tutelano il nostro Stato...dobbiamo completare questo percorso con un recupero dei valori del Risorgimento e dell'unità d'Italia, sempre più messa in discussione dai tanti fomentatori d'odio, dai tanti promotori di paura...difendere il Risorgimento e l'Unità d'Italia significa difendere i valori della Repubblica e della Costituzione e quindi della Resistenza.

Vi lascio con i brevi versi che il grande Giuseppe Ungaretti donò ai morti per la Resistenza...pensiamoli scritti per tutti i nostri caduti, dai componenti della famiglia Mazzarini, ai partigiani e ai civili uccisi durante la barbarie nazifascista in Arcevia:

QUI VIVONO PER SEMPRE
GLI OCCHI CHE FURONO CHIUSI ALLA LUCE
PERCHE' TUTTI LI AVESSERO APERTI
PER SEMPRE ALLA LUCE

Arcevia, 10.05.2010

 

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