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c.s. Arcevia, Commemorazione Eccidio Monte S.Angelo - 6 maggio. PDF Stampa E-mail
Scritto da Sindaco Bomprezzi   

Il sindaco Andrea Bomprezzi in un momento dell'interventoIntervento del Sindaco Bomprezzi

Voglio porgere un saluto caloroso ed affettuoso a tutti i presenti che oggi sono qui a commemorare l'Eccidio del Monte s. Angelo, 68 anni dopo... autorità militari, civili e religiose, un saluto particolare al sindaco di Ribnica Joze Levstek, al nuovo sindaco del consiglio comunale dei ragazzi, Rachele Ciolli, ai sindaci presenti, e un saluto ai cittadini che sono qui per ricordare e per testimoniare i valori dell'antifascismo e della democrazia figli della Resistenza e della lotta di Liberazione.

Quest'anno abbiamo proseguito con forza nel percorso intrapreso per rinnovare la Commemorazione del 4 maggio. Stiamo diventando una sorta di laboratorio innovativo, di luogo in cui memoria e celebrazione si associano a nuovi linguaggi espressivi e alla ricerca storica. Arcevia è un punto di riferimento fondamentale per la Resistenza nelle Marche e lo dimostra l'interesse crescente, il fermento culturale, i nuovi studi che stanno arricchendo e consolidando sia la veridicità degli eventi sia il MITO.

Per questo devo ringraziare due importanti istituzioni che sono il nostro faro valoriale e supporto indispensabile dell'Amministrazione comunale: l’Anpi, in special modo la sezione di Arcevia, e l'Istituto Cervi di Gattatico di Reggio Emilia, di cui siamo soci dal 2009, che ci permette di dare sostanza storica e scientificità alle nostre iniziative e un profilo nazionale al passo con la storiografia attuale. Frutto di questa collaborazione è anche la scelta di avere come oratore ufficiale, ormai da due anni, uno storico del '900, quest'anno Gianni Oliva, che ringrazio di cuore per la partecipazione.

Se analizziamo il programma di proposte vedrete concretarsi quello che vi ho detto:

La settimana scorsa è stato presentato un volume di Ruggero Giacomini, dedicato a Maria Rossini, arceviese di nascita e vissuta a Cabernardi, una figura straordinaria di patriota, torturata dai nazifascisti, un libro che ha il merito da un lato di rileggere con un'angolatura nuova le vicende della resistenza arceviese; dall'altro di rendere omaggio alle donne, al ruolo determinante che hanno avuto nella Resistenza...approfitto per salutare Bruna Betti, dell'Anpi di Arcevia, testimone vivente di questa storia.

E permettetemi di fare una breve digressione, per lanciare un segnale forte contro la mattanza che in questi primi mesi del 2012 sta colpendo le donne con ben 55 femminicidi. Una strage spaventosa inaccettabile perpetrata da uomini deboli e violenti, che chi ha a cuore i valori della libertà e della Costituzione non può che condannare con forza. Vi invito ad aderire alla petizione online MAI PIU' COMPLICI. Queste sono battaglie di civiltà, queste sono le tematiche dei nuovi partigiani che lottano contro l'indifferenza per affermare con forza i diritti e l'uguaglianza tra tutti i cittadini.

Tornando alle iniziative il 25 aprile è stata inaugurata al palazzo dei Priori una documentata mostra che vi invito a visitare dal titolo “Le Marche, i marchigiani, il Risorgimento, l'Italia”, a cura dell'Istituto Gramsci Marche, per sottolineare con forza quel rapporto profondo, celebrato lo scorso anno, nel 150esimo dell'Unità d'Italia, tra Risorgimento e Resistenza.

Mi chiedo: che sia arrivato ora, dopo il Risorgimento dopo la Resistenza, un altro passaggio fondamentale della storia d'Italia? La crisi politica, sociale ed economica che stiamo attraversando (pensate solo al dramma dei suicidi per mancanza di lavoro), la crisi delle istituzioni sicuramente ci dice che nulla sarà più come prima. Il modello di sviluppo non regge più, come le stesse Istituzioni, che devono cambiare profondamente se vogliono essere ancora rappresentative e all'altezza di risolvere i problemi dei cittadini.

Oggi vedo tanta confusione tanta demagogia tanta antipolitica d'accatto tanta retorica populista...il motto per molti è “tanto peggio tanto meglio”...e questa confusione e perdita della bussola ha colpito anche noi amministratori, centrifugati e sballottati di qua e di là in questo momento difficile.

Io penso che in questa fase complessa e per certi versi drammatica ci vogliano due cose fondamentali: una, ancorarsi alla Costituzione Italiana, testo fondante la Repubblica italiana, che deve rimanere il nostro punto di riferimento, rispolverandone e riscoprendone i valori non condizionabili; due, bisogna rinnovare la classe dirigente e politica di questo Paese...l'Italia ha bisogno di forze fresche di idee e progetti nuovi, di chi è in grado di costruire una nuova società.

E' arrivato il momento, i cittadini chiedono con determinazione questo: del resto, ogni cambiamento storico epocale è stato guidato dalle nuove generazioni. I nuovi partigiani sono le giovani e i giovani che avranno il coraggio di impegnarsi in politica e nell'amministrazione pubblica, che sgomiteranno per avere un loro spazio e portare avanti le loro idee. Quelli che hanno avuto ruoli decisionali e di potere per decenni, e li detengono ancora oggi, è ora che si scansino e che si mettano al servizio del rinnovamento, per aiutare a costruire una nuova società...io ritengo che nonostante la riduzione dei consiglieri comunali (una follia dell'antipolitica), i Comuni rimangano ancora oggi il luogo privilegiato per poter fare questo...

O si ha il coraggio di cambiare o tutti saremo sommersi dallo sfascismo, dal qualunquismo e dall'indifferenza...proprio i nemici contro cui hanno combattuto i partigiani durante la seconda guerra mondiale per donarci la libertà. Quel sacrificio va rispettato e deve guidarci nelle scelte che faremo per il bene dell'Italia. Chi ha un ruolo pubblico come noi Sindaci, deve aspirare a questo, deve amare il proprio lavoro, al servizio dei cittadini, e deve contruibire al cambiamento dell'Italia.

E la nuova società dovrà basarsi sui principi della giustizia, della pace, della solidarietà, contro ogni violenza. Lasciatemi sperare questo.

Voglio lasciarvi con alcuni versi appassionati, contro il potere e la guerra, un inno all'amore, scritti più di 2.500 anni fa da una donna, la poetessa greca Saffo, che con la semplicità che solo i classici possono avere scrive:

"Alcuni dicono che la cosa più bella sulla nera terra sia
un esercito di cavalieri, altri di fanti
altri di navi. Io, invece, dico, ciò che si ama."


Un momento della manifestazione Presenti alla manifestazione sotto al monumento dedicato al Partigiano


Arcevia, 07.05.2012


IL SINDACO
prof. Andrea Bomprezzi

 

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